Il Tesoro vivo di san gennaro

Mostra fotografica a cura di Mario Pistolese
con la consulenza dell’Abate Prelato Mons. Vincenzo De Gregorio
in collaborazione con Little Italy UK

Testo a cura di Giovanna Tinaro

Un tesoro è una ricchezza che attraversa il tempo, cambia forma e si rinnova nello sguardo di chi lo incontra. Ma nelle grandi Cattedrali e Abbazie, il Tesoro è costituito dalle reliquie dei Santi.
Con questa mostra fotografica, il regista e autore Mario Pistolese ci guida in un percorso visivo che intreccia memoria, rito e trasformazione. Al centro, la figura di San Gennaro: non solo Santo Patrono di Napoli, ma icona popolare e globale, simbolo di fede, identità e rinascita che non conosce confini.

Le immagini esposte – per la maggior parte firmate da Pistolese, con due opere di Luciano Romano – mettono in dialogo il Tesoro di San Gennaro, una delle collezioni più straordinarie di arte orafa al mondo, con le sue dimensioni più intime e collettive: quella del miracolo, del gesto, dello sguardo condiviso.

Il percorso si apre con i ritratti degli oggetti-simbolo: la mitra gemmata, i calici, il reliquiario, il collare d’onore. Oggetti sacri, sontuosi, custoditi nella Cappella del Tesoro come testimonianza della devozione secolare dei re, della nobiltà e del popolo verso il Santo.
Ma presto lo sguardo si sposta: il tesoro non resta chiuso in una teca, si accende nei volti, nei gesti, nel sangue che si scioglie nel miracolo più celebrato al mondo. Perché è il sangue la vera ricchezza.

Attraverso scatti di rituali, cerimonie, folle raccolte, bambini in prima e il Clero che mostra l’ampolla, la mostra ci accompagna dal silenzio della Cappella al vocìo della folla. Al centro di questa narrazione corale, il sangue diventa linguaggio, racconto, partecipazione viva.
Da reliquia a relazione.
Da culto a icona.
Il Tesoro così inteso, dunque, sia come reliquie sia come sontuosi doni di riconoscenza, è simbolo di un legame profondo, di una geografia dell’identità che ancora oggi unisce mondi e vive nei cuori del popolo del Santo.

Il filo rosso del sangue unisce tutto, grazie alla particolare colorazione sul fondo delle immagini, che resta impressa come un alone, una presenza liquida ed evanescente: la storia e l’attualità, l’oro e la voce, il sacro e il pop, tra radici e memoria migrante.

In un viaggio che parte da Napoli ma parla al mondo, la mostra è parte integrante del progetto San Gennaro POP: un ecosistema culturale che unisce cinema, arti visive, musica e nuovi media, per reinterpretare una figura millenaria in chiave contemporanea.

La mostra è il primo atto di questo racconto collettivo.
Tra rituali e sangue, gesti e sguardi.

In un tempo in cui i simboli rischiano di perdere senso e diventare stereotipi, San Gennaro POP sceglie di ritrovare la forza autentica dell’icona, trasformandola in visione.

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